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Archive for the ‘Uncategorized’ Category

Riparto da Torres del rio con l’intenzione di percorrere i circa trenta km che mi separano da navarrete, ma vengo (piuttosto facilmente) convinto a farne solo venti da un paio di occhi dolci. Oggi l’arrivo e’ Logroño.

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Appena uscito dall’ostello alle 6.30 incontro immediatamente dei giovani spagnoli che stanno cercando di smaltire la sbronza della sera prima. Non capisco nulla di quello che biascicano ma appena scoprono che sono italiano mi citano Tonino Carotone. E’ un mondo difficile, vita intensa… il mio continuare la citazione li rende felicissimi, ma li saluto e proseguo il cammino.

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Solita sveglia alle sei. Soliti latte e biscotti prima di partire. Odio il latte uht ma spesso non c’e’ il frigorifero (e infatti a questo giro non c’era). La parola d’ordine di oggi e’ “lentezza”. La tappa di per se’ sarebbe corta, non piu’ di 16 km contro i quasi 30 delle precedenti, ma il mio compagno continua a patire fra piedi polpacci e ginocchia. Confermo, e’ un catorcio. Tant’e’ che si fermera’ anche in farmacia per la seconda volta in tre giorni. Interessante la farmacia che ha in vetrina tutti i rimedi contro vesciche, calli e altre amenita’. La strada verso pamplona e’ brutta, passando attraverso strade di citta’ invece di sentieri. Pamplona invece non e’ brutta (ma neanche bella). Si gode i suoi giorni di fama durante San Firmino, ma non ha poi troppo da mostrare. In albergue invece c’e’ un’ottima atmosfera. Reincontriamo qualcuno degli italiani visti durante il cammino e si organizza una cena tutti insieme che poi diventa una cena di tutti quelli presenti nella cucina dell’albergue. Pasta, frittata e vino per molti, tranne qualche spagnolo che e’ arrivato tardi, parole a giro in ogni lingua possibile (e la comprensione definitiva che me la cavo molto meglio col giapponese che non col russo) e per finire una serata a giro per Pamplona con rientro entro le 23 senno’ ci chiudono fuori. 5 consumazioni + una cosa da mangiare a un bar in centro a circa 16 euro. Firenze dovrebbe imparare qualcosa.

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E vanno pel tratturo antico al piano,
Quasi per un erbal fiume silente

Dopo tanta salita ieri, e’ tempo di scendere verso valle. L’albergue accende le luci alle sei, ma qualche decina di minuti prima ti sveglia con una musica tra il gragoriano e l’ambient. Tutti (quasi) si svegliano e iniziano a prepararsi. Il mio compagno di viaggio e’ un catorcio. La prima tappa gli ha lasciato in ricordo vesciche e talloni rovinati e sin dall’avvio manifesta un passo da pensionato. I pellegrini scendono uno dopo l’altro nella notte lungo il cammino. La pioggia di ieri ha trasformato il sentiero in una melma, ma lentamente procediamo. Anche oggi il sole sorge alle nostre spalle e annuncia una bella giornata. Ottimo, perche’ io sono uno stendipanni ambulante e porto tutta la roba del giorno prima appesa allo zaino ad asciugare. Il sentiero scende dolcemente fra pascoli e fattorie, i paesaggi sono una gioia per gli occhi, l’odore di stalla lo e’ un po’ meno per il naso. Sempre lentamente, arriviamo al paesino di Larrasoana, talmente paesino che non ha nemmeno un alimentari al suo interno e abbiamo dovuto fare la spesa per la cena al paese precedente. Pero’ mettersi sotto a un ponte medievale mangiando pane, formaggio e salsiccia di cervo a morsi insieme a un Rioja e’ impagabile.

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La sfida al cammino inizia subito col tappone pirenaico. 27 km con partenza a altezza 200m e arrivo a 700, superando un passo ad altezza 1400. Ci svegliamo prima dell’alba (ore 6.30), ci fermiamo a comprare un panino per il pranzo (solita baguette), una breve sosta per colazione fuori dalle porte della citta’ e via con la salita.

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Dopo una terribile coppia di treni notturni (non tanto per il treno ma per le persone su di esso) per raggiungere Genova e una ben meno terribile coppia di treni successivi, ecco l’arrivo a Nizza. Innanzitutto un commento va alla bellezza della ferrovia che percorre tutta la riviera della Costa Azzurra con paesaggi meravigliosi. Capisco adesso perche’ sia un luogo cosi’ rinomato. Giunti a Nizza a verso mezzogiorno, ci apprestiamo a cambiare i biglietti prenotati, accorgendoci pero’ di una triste verita’: lo sciopero delle ferrovie non e’ ancora concluso. Sostituiti i biglietti con degli altri per il giorno successivo, ci apprestiamo a girare la citta’ alla ricerca di un posto dove passare la notte.

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