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Posts Tagged ‘cammino’

Avendo deciso di arrivare a Santiago il 13 del mese (e avendo già l’aereo fissato per il 18), le tappe si allungano. Restano infatti circa 140 km da coprire e quattro giorni per farlo. L’idea, sottoscritta da il resto del gruppo presente la sera prima, è quella di camminare poco più di 30 km nei prossimi tre giorni e fare la botta finale di oltre 44 per arrivare a Santiago. Una volta che l’obiettivo sarà vicino, sarà più facile convincersi ad andare avanti (anche se l’obiettivo vero e proprio è Finisterre, che senso ha definire Santiago un obiettivo se non ci si ferma?).

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Tralasciando il nome del paese che tanta ilarità ci ha procurato (specialmente a Benoit, che si preoccupa di mimare la sua immaginazione ogni volta che il luogo era nominato). Scendiamo di altri 600 metri nell’arco di 34 km, quasi interamente all’inizio della giornata. La camminata permane piacevole fino all’arrivo a Ponferrada, dove Alfonso si fermerà per aspettare alcuni amici. Addio all’interprete. Sarà sostituito la sera da Cina (Gina?), una ragazza coreana così ribattezzata durante uno scambio in una famiglia australiana dove la madre là trovò il suo nome vero troppo difficile.

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Adesso c’è un gruppo. Il signore irlandese Dan, il francese pazzo Benoit (che parla sono francese), l’inglese di due metri Adam, la ragazza ungherese Agnes, che sviluppa pian piano un linguaggio fatto perlopiù da versi e grugniti per intendersi con Benoit e ovviamente i soliti Pascal, Didi e Daniele (oltre al sottoscritto). Salutiamo l’enorme ponte di Hospital e ci incamminiamo, ognuno col suo passo, tutti verso lo stesso albergue dello stesso paese, Santa Catalina de Somoza. I nostri punti di ritrovo sono i bar. Praticamente a un bar ogni due, tutto il gruppo si ritrova e si aspetta (eccetto Daniele che è estremamente lento dopo che cavaliere di Malta l’ha devastato).

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Tappa banale oggi. Solo 18 km mi separano infatti da Burgos, importante citta’ di queste parti della spagna (e se ho capito bene, antica capitale di qualcosa).

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E lucean le stelle quando me ne vado all’albergue, ancora prima delle sei. E anche quando me ne vado la seconda volta sempre prima delle sei, dopo essere tornato a riprendere il mio bastone (questo e’ il mio bastone, ce ne sono altri come lui ma questo e’ il mio…).

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L’albergue migliore mai incontrato offre anche una colazione collettiva: pane e marmellata, latte, te’, caffe’, succo di frutta, cereali e biscotti. Dopo aver mangiato ottimamente il cammino ricomincia. Un nebbione mi aspetta appena uscito dalla porta. Se il buongiorno si vede dal mattino, oggi butta male. E infatti la serata finira’ in un albergue pieno di anziani.

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Allungo un po’ la distanza: oggi 30 km. Il paesaggio e’ splendido, fra distese erbose e vigneti. Tra navarra e rioja pare siano grandi produttori di vino e si vede. Tanto e’ che all’esterno di un monastero c’e’ pure la fonte del vino, dove basta aprire la cannella per potersene servire (ma non si puo’ portare via, va comprato). (altro…)

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